Alcune considerazioni

 IL FOTOVOLTAICO OLTRE IL CONTO ENERGIA

Il fotovoltaico si trova oggi, con l’approvazione del Quinto Conto Energia, ad un punto di svolta; proviamo pertanto a guardare avanti per ragionare sullo scenario post-incentivi.

Il mondo va verso una crescente elettrificazione della domanda di energia che non può essere soddisfatta dalle fonti tradizionali se si vogliono evitare le tragiche conseguenze per l’ambiente che ben conosciamo. È invece acclarato come la rivoluzione dell’energia prodotta dal sole possa contribuire - oltre che a migliorare il clima riducendo le emissioni - a realizzare un nuovo modello di sviluppo economico ed industriale sostenibile.
In Italia, in realtà, avremmo già oggi le potenzialità per realizzare questa rivoluzione: la grid-parity (equivalenza economica per il cliente finale tra l’energia acquistata dalla rete e quella autoprodotta con il fotovoltaico) è stata già praticamente raggiunta. La struttura del mercato elettrico, però, è tale per cui anche in assenza di incentivi diretti del legislatore alla produzione fotovoltaica o ad altre fonti di energia rinnovabile, la ‘grid-parity’ e la possibilità stessa di accesso all’autoproduzione sta molto nelle mani del regolatore.

La definizione delle varie fattispecie di produzione e consumo di energia elettrica, la gestione dell’entità e della struttura della tariffa del servizio di trasporto e l’implementazione del meccanismo di scambio sul posto sono temi cruciali per la sostenibilità del fotovoltaico in assenza di incentivi.

Tracciando un bilancio delle cose fatte, non fatte e all’orizzonte da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) non possiamo che constatare - al contrario - un allontanamento dalla grid-parity che preclude la possibilità stessa di accedere ai vantaggi dell’autoconsumo ad una vasta platea potenziale di consumatori.

Come permettere quindi la benefica diffusione su larga scala dell'autoproduzione di energia elettrica fotovoltaica senza oneri aggiuntivi per i consumatori?

A tal riguardo, il ruolo del regolatore deve essere decisivo per recuperare risorse in bolletta ‘disboscando’ gli oneri impropri, tipo quelli sulle assimilate, e operando quindi in direzione opposta rispetto a quanto fatto finora, ad esempio con la sciagurata implementazione del ‘capacity payment’.
Inoltre l’Autorità dovrebbe ridurre il costo storico riconosciuto alla rete passiva di distribuzione rivedendo i criteri di calcolo e di remunerazione del capitale investito e, per il futuro, permetterne l’aumento solo per quegli investimenti che trasformino la rete di distribuzione in una rete attiva e dotata di capacità di accumulo. Infine si dovrebbe assicurare la disponibilità di altri strumenti, quali le detrazioni fiscali, che con un costo limitato per lo Stato permettono ai privati di finanziare lo sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica negli usi finali.

C’è una ‘rivoluzione solare’ a portata di mano, una grande opportunità di sviluppo - della stessa portata dell’avvento di internet qualche anno fa - e servono strumenti di facile attuazione (e senza aggravi economici) per favorirla. Senza un’adeguata strategia per il vero raggiungimento della grid-parity l'Italia rischia di perdere una grande sfida: essere la prima nazione a realizzare un sistema di generazione distribuita basato su energia rinnovabile ed efficienza energetica e diventare un modello di sviluppo per il Mondo.